Parte II (ritaglio)
Già nella mia prima giovinezza, osservando me stesso ho notato che mentre tutti gli altri aspiravano a beni esteriori io non dovevo mirare a questo. Serbo infatti in me un tesoro che ha un valore infinitamente superiore a ogni bene esteriore e si tratta soltanto di portarlo alla luce: ma le prime condizioni per farlo sono l'educazione spirituale e il tempo libero a completa disposizione, quindi l'indipendenza. La consapevolezza di ció, oscura e vaga agli inizi, mi si fece di anno in anno piú chiara, ed è sempre bastata a rendermi prudente e oculato, cioè a preoccuparmi di salvaguardare me stesso e la mia libertà, e non un bene esteriore, quale fosse.
Parte XII
Si, al tempo in cui la giovinezza della mia fantasia popolava ancora il mondo di essere simili a me, ho avuto una certa propensione alla socievolezza, e quando, dopo un'assenza di parecchi anni dovuta al mio secondo viaggio in Italia, ho fatto ritorno a Dresda e a Berlino, tutti mi hanno trovato meravigliosamente trasformato: tanta era stata in precedenza la mia malinconia, quando l'istinto naturale alla socievolezza, la voglia di confidarsi e il sincero bisogno di fare esperienza si bilanciavano ancora con la nausea per il genere umano. Con il passaggio alla maturità l'esperienza fatta ha rinsaldato questa forza di repulsione e indebolito l'altra. Da allora ho acquistato poco alla volta un "occhio che rispecchia solitudine", sono diventato sistematicamente misantropo e mi sono proposto di dedicare il resto di questa vita transeunte unicamente a me stesso, perdendone il meno possibile con quelle creature che, per la circostanza di avere due gambe, si sentono legittimate a ritenerci loro simili; o che, pur accorgendosi - come accade il piú delle volte - che non lo siamo, si sentono saggiamente autorizzate a ignorarlo e a trattarci come loro simili; mentre noi, già afflitti per via del fatto che non lo sono, dobbiamo anche provare il dolore del subire un torto.
Da "L'arte di conoscere se stessi" di Arthur Schopenhauer, un libro che consiglierei al mondo intero, che spinge ad amare se stessi e ad avere consapevolezza delle piccole o grandi diversita, che uniscono, dividono e vivono insieme per seguire con orgoglio la propria strada.
Simona Gibroni


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