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<title>Blog di Simona</title><link>http://www.gibroni.com/dblog/</link>
<description>Blog di Simona</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Ironia ... ]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="4" face="Times New Roman">Quando Dio fece il primo svizzero era molto contento di come gli era venuto e decise di riempirlo di bei doni. <br />- Cosa vorresti avere? - gli chiese. <br />- Delle magnifiche montagne! <br />E Dio gliele fece. Poi gli chiese: <br />- Cos'altro vorresti ora? <br />- Dei laghi, dei freschi ruscelli e delle cascate di acqua cristallina. <br />E Dio glieli fece. Poi gli chiese: <br />- Ed ora? Cos'altro vorresti? <br />- Dei prati lussureggianti con delle vacche magnifiche che diano del buon latte! <br />Dio esaud&igrave; anche questa richiesta. Poi torn&ograve; sulla terra e chiese: <br />- Sei contento di tutto quello che ti ho dato? <br />- S&igrave;, mio signore! <br />- Come sono le vacche? <br />- Magnifiche! <br />- Ed il latte? Com'&egrave;? <br />- Eccellente, assaggia... <br />E lo svizzero diede a Dio un bicchiere di latte. <br />- Veramente buono! E dimmi, cos'altro vorresti? <br />- Due franchi e cinquanta... </font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman"></font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman"></font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Un giorno, mentre cammina per la strada, una donna manager di grande successo, Responsabile delle Risorse Umane in una grande azienda, viene tragicamente investita da un camion e muore. La sua anima arriva in paradiso e incontra San Pietro: <br />- Benvenuta in paradiso! - dice San Pietro - Prima che tu ti sistemi, per&ograve;, dobbiamo risolvere un problema perch&eacute; sei la prima Responsabile delle Risorse Umane ad arrivare qui e perci&ograve; non sappiamo ancora quale sia la migliore sistemazione per una manager del tuo tipo. <br />- Nessun problema, fammi entrare! - dice la donna. <br />- Beh, mi piacerebbe, ma dall'Alto ho l'ordine preciso di farti passare un giorno all'inferno ed uno in paradiso, cos&igrave; poi tu potrai scegliere dove stare per l'eternit&agrave;. Come vedi ti viene concesso un grande privilegio. <br />- Di fatto, ho gi&agrave; deciso. - precisa la donna - Preferisco stare in paradiso. <br />- Mi spiace, ma l'ordine &egrave; quello che ti ho detto. <br />E cos&igrave; San Pietro accompagna la manager all'ascensore e va gi&ugrave;, gi&ugrave;, sino all'inferno. <br />Le porte si aprono e si trova nel bel mezzo di un verde campo da golf. In lontananza un country club e davanti a lei gli amici-colleghi manager che avevano lavorato con lei, tutti vestiti in abito da sera e molto contenti. Corrono a salutarla, la baciano sulle guance e ricordano i bei tempi. Giocano un'ottima partita a golf e poi la sera cenano insieme al country club con aragosta e caviale. Incontra anche il Diavolo, che di fatto &egrave; un tipo molto simpatico cui piace raccontare barzellette e ballare. Si sta divertendo cos&igrave; tanto che, prima che se ne accorga, &egrave; gi&agrave; ora di andare. Tutti le stringono la mano e la salutano mentre sale sull'ascensore. <br />L'ascensore va su, su, e si riapre al cancello del paradiso dove San Pietro la sta aspettando. <br />- Adesso &egrave; ora di passare un giorno in paradiso. <br />Cos&igrave; la donna passa le successive 24 ore passeggiando tra le nuvole, suonando l'arpa e cantando dolci melodie. Le piace molto e, prima che se ne accorga, le 24 ore trascorrono e San Pietro viene a prenderla. <br />- Allora, hai passato un giorno all'inferno e uno in paradiso. Adesso devi scegliere dove stare per l'eternit&agrave;! <br />La donna riflette un attimo e poi risponde: <br />- Beh, non l'avrei mai detto, voglio dire, s&igrave; il paradiso &egrave; bellissimo, ma, alla fin fine, mi sono trovata meglio all'inferno! <br />Cos&igrave; San Pietro la scorta fino all'ascensore e ancora va gi&ugrave; gi&ugrave; gi&ugrave;, all'inferno. Quando le porte dell'ascensore si aprono si trova in un'immensa terra desolata, ricoperta di sterco e rifiuti di ogni genere. Vede i suoi amici lerci, vestiti di stracci, curvi a raccogliere lo sterco ed i rifiuti e a metterli in sacchi neri. Il Diavolo la raggiunge e le mette un braccio sulla spalla. <br />- Non capisco... - balbetta la donna - Ieri qui c'era un campo da golf, un country club; abbiamo mangiato aragosta, danzato; ci siamo divertiti molto. Ora c'&egrave; una terra desolata, piena di sterco e i miei amici sembrano dei poveri miserabili! <br />Il Diavolo la guarda e, sorridendo, le dice: <br />- Ieri ti stavamo assumendo. Oggi&nbsp; fai parte del personale... </font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gibroni.com/dblog/articolo.asp?articolo=92]]></link>
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	<dc:date>2012-04-04T17:41:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Simona</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Specchio]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="4" face="Times New Roman">A volte, mi&nbsp;vedo cos&igrave; <strong>bella</strong> che penso a come mai le persone non perdano i sensi guardandomi</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">a volte, mi vedo cos&igrave; <strong>brutta</strong> che penso a come mai le persone non perdano i sensi guardandomi</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">In entrambi i casi,&nbsp;resto consapevole che non corrisponde a realt&agrave;.</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gibroni.com/dblog/articolo.asp?articolo=91]]></link>
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	<dc:date>2012-03-27T13:29:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Simona</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Percorsi incompiuti]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="4" face="Times New Roman">Il filosofo &egrave; come l'affamato <br />che continua a leggere <br />appassionatamente ricettari di cucina, <br />discutendo su questo o quel piatto. <br />Restando tuttavia sempre pi&ugrave; affamato. </font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Il rivoluzionario &egrave; come l'affamato <br />che continua a rovesciare con la <br />stessa passione la tavola imbandita <br />del capitale, accusando questo o quel <br />padrone. <br />Restando tuttavia sempre pi&ugrave; affamato. </font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Lo scienziato &egrave; come l'affamato che, <br />dimentico del suo stomaco vuoto, <br />si dedica con passione a conoscere <br />la natura dei cibi. <br />Restando tuttavia sempre pi&ugrave; affamato. </font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Lo psicologo &egrave; come l'affamato che, <br />dedito all'analisi del meccanismo <br />della fame, comprende l'origine dei <br />morsi della fame. <br />Restando tuttavia sempre pi&ugrave; affamato. </font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Colui che cerca &egrave; colui che vive la <br />passione di scoprire la verit&agrave; deI proprio <br />essere. </font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Colui che cerca &egrave; colui che pone <br />l'essere al centro del proprio fare. </font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Colui che cerca, sia egli filosofo, <br />rivoluzionario o scienziato, &egrave; come <br />l'affamato che rompe il cerchio del <br />pensiero e decide di nutrirsi. </font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">(dalla rivista Re Nudo inverno 2012)</font> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gibroni.com/dblog/articolo.asp?articolo=90]]></link>
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	<dc:date>2012-03-24T16:20:37+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Simona</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Gerarchia?]]></title>
	<description><![CDATA[<img src="/public/425642_361861813854551_116030625104339_1091337_331315871_n.jpg" alt="" />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gibroni.com/dblog/articolo.asp?articolo=89]]></link>
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	<dc:date>2012-03-13T13:07:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Simona</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Dicembre 2011]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="4" face="Times New Roman">Auguro a tutti sereni giorni di festa. </font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">A presto.</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gibroni.com/dblog/articolo.asp?articolo=87]]></link>
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	<dc:date>2011-12-24T10:13:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Simona</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Oggi come ieri e domani]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="4" face="Times New Roman">Il rumore della strada e delle sue opere,<br />del giardino e dei suoi padroni,<br />di tante parole nuove<br />per la giovane anima <br />che si forma tra le altre.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Sono qui, <br />e non altrove, <br />dove la mente vola,<br />e vuole riposare,<br />ambire altre vie,<br />restare e gioire <br />giorno dopo giorno.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Ma devo stare qui,<br />per il gioco quotidiano<br />dell'avere e dell'esistere,<br />con gli occhi che<br />chiedono di chiudersi, <br />per sognare<br />un posto a caso,<br />sereno e limpido<br />come in una cartolina.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Sono giorni inutili, <br />regalati a chi<br />vede solo<br />il gioco sociale<br />di stare in alto<br />senza saper volare.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Il tempo non torna,<br />e io non posso vivere,<br />ma devo esistere,<br />come pedina,<br />per questo gioco<br />che non mi diverte affatto.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Simona Gibroni</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gibroni.com/dblog/articolo.asp?articolo=86]]></link>
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	<dc:date>2011-10-19T14:01:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Simona</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ho visto, ascoltato e analizzato e con voi condivido ...]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="4" face="Times New Roman">Percepisco una voglia di profondit&agrave; nel mondo, di abolizione della superficialit&agrave; di chiedersi finalmente perch&eacute;, senza seguire in una abituale autoforzatura un  binario di "normalit&agrave;" e automaticit&agrave; distruttiva, ma quello che manca &eacute; come sempre il coraggio.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Ho visto, ho conosciuto tante persone con una voglia estrema di cambiar vita, e soprattutto con un bisogno salutare di chiudere e riaprire rapporti, in modo diverso, in un posto diverso, con persone diverse, ma con una tale mancanza di iniziativa all'agire da ridurre l'esistenza in uno stato vegetativo apparentemente comodo a tanti e palesemente non a loro stessi.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Quello che &eacute; cambiato per tutti, o quasi, &eacute; la consapevolezza. Tempo fa il disagio restava disagio, ora si conosce il motivo.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Generazioni precedenti si salvavano in un equilibrio (per me deleterio) fatto di speranza del dopo vita regalandosi sacrifici immensi, con la convinzione che una vita peggiore garantiva un eternit&agrave; sublime preceduta da una dolce morte.<br />E non si pensava a come agire per migliorare la situazione, per regalarsi giorni sereni e un calmo benessere terreno, la legge della saggezza imponeva un rassegnata accettazione.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Ora sappiamo, siamo consapevoli,  che la vita che "l'imperatore universale" ci ha donato deve essere custodita, preservata, amata e sfruttata in ogni respiro. Che il sacrificio non &eacute; bene, significa solo sprecare attimi di gioia per noi e per gli altri degni di ogni felicit&agrave; individuale concepita nell'incontro fondamentale tra la specialit&agrave; unica e l'equilibrio universale di cui ne fa parte.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Siamo granelli svolazzanti e ora siamo pronti a capire che possiamo cadere nell'ingranaggio sbagliato, e nella consapevolezza non siamo in grado di accettare, di sperare e di ammalarci di tristezza come antiche saggezze insegnavano, ora vogliamo cambiare, ci agitiamo in gabbie di pensieri e in gomitoli di ansie, ma ancora come allora, esistiamo senza renderci conto di creare un inferno terreno dove ci obblighiamo, in piena libert&agrave;, a vivere trascinando altre anime manipolate o inconsapevoli.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Vedo infelicit&agrave;, strutture antiche di binari obbligati, non riesco a capire come non si percepisca la possibilit&agrave; di essere liberi e di liberare altre persone.<br />A volte non si ama la vita che si condivide, ma ci si crogiola nella convinzione di non poter far soffrire. <br />Nulla di pi&ugrave; sbagliato! Trasportando il pensiero nella solitudine della nascita affiora il coraggio di cambiare e trovare il proprio ingranaggio per far si che altre anime coinvolte possano trovare il proprio.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">La mia libert&agrave; &egrave; quella degli altri, e si intende, la libert&agrave; di essere se stessi, equilibrati e felici, nella perfetta collocazione universale che ci spetta.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">L'unica sofferenza che possiamo creare e la solitudine di un giusto ingranaggio e i conseguenti meccanismi compromessi.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Simona Gibroni<br /></font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gibroni.com/dblog/articolo.asp?articolo=85]]></link>
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	<dc:date>2011-09-05T12:23:07+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Simona</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Un tempo la Terra aveva due lune]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="4" face="Times New Roman">BERNA - Un tempo la Terra aveva due lune, una delle quali nel frattempo scomparsa: lo ipotizzano due ricercatori delle universit&agrave; di Berna e Santa Cruz (California) in un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista &quot;Nature&quot;.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Tutto parte da una constatazione. La superficie della Luna - ricorda in un comunicato odierno l'ateneo bernese - &egrave; assai asimmetrica: la parte rivolta alla Terra &egrave; tendenzialmente piatta, mentre quella retrostante &egrave; montagnosa e frastagliata. Sui motivi di questa differenza sono state avanzate in passato molte congetture.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">La tesi presentata ora da Martin Jutzi (Berna) e Erik Asphaug (Santa Cruz) parte dalla teoria, molto diffusa, che vede la Luna quale frutto di una gigantesco impatto cosmico, dovuto allo scontro fra la Terra e un corpo celeste dalla grandezza di Marte. In questa collisione - avvenuta circa 4,5 miliardi di anni or sono - sarebbero stati proiettati enormi quantit&agrave; di roccia nello spazio, che avrebbero cominciato a ruotare intorno alla Terra per poi addensarsi e formare un satellite. Jutzi e Asphaug - ecco la novit&agrave; - ritengono che i corpi cos&igrave; formatisi siano stati due: il secondo avrebbe avuto una massa di circa un terzo rispetto al primo. I due studiosi basano la loro ipotesi su ripetute simulazioni al computer: durante questi scontri virtuali non &egrave; raro che si formi una seconda Luna.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Per milioni di anni le due &quot;sorelle lune&quot; avrebbero continuato a girare intorno alla Terra, fino a quando il sistema sarebbe diventato instabile e i due corpi sarebbero caduti uno sull'altro. Lo scontro sarebbe avvenuto a velocit&agrave; relativamente ridotta. Non si form&ograve; quindi un cratere: la gran parte del materiale sarebbe rimasto incollato come una &quot;spessa crosta&quot;, cambiando profondamente la forma della Luna.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">In un commento pubblicato sempre da &quot;Nature&quot;, Maria Zuber del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge (USA) ritiene che lo studio rende plausibile lo scenario indicato. I calcoli non sono comunque sufficienti a provare che gli eventi si siano svolti proprio in tal modo. Sono necessari in particolare nuove misurazioni e campionature della superficie della Luna.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Esistono infatti altre teorie che spiegano l'asimmetria lunare. Una di queste punta sulla forza di attrazione delle Terra: 4,4 milioni di anni fa, quando la Luna era ancora estremamente calda e in parte liquida, l'effetto della forza gravit&agrave; sarebbe stato molto pi&ugrave; incisivo sulla faccia visibile che su quella nascosta del satellite.</font></p>
<p>ATS </p>
<p><a href="http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=643837&amp;idsezione=15&amp;idsito=123&amp;idtipo=410">http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=643837&amp;idsezione=15&amp;idsito=123&amp;idtipo=410</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gibroni.com/dblog/articolo.asp?articolo=84]]></link>
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	<dc:date>2011-08-08T14:56:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Simona</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[U2]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="4" face="Times New Roman">LUGANO - Gli U2, con la loro ultima tourn&eacute;e, segnano un ennesimo record. Il 360&deg; Tour, almeno stando a quanto riporta il sito Billboard.com ha portato nelle casse del gruppo irlandese qualcosa come 736 milioni dollari, con&nbsp; oltre 7 milioni di spettatori.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Il precedente record era stato registrato dai Rolling Stones, che in un tour mondiale avevano raggiunto la ragguardevole somma di 558 milioni di dollari.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Gli U2 hanno chiuso la scorsa settimana in Canada la propria tourn&egrave;e partita il 30 giugno 2009 a Barcellona in seguito alla pubblicazione dell&rsquo;album &ldquo;No Line On The Horizon&ldquo;.</font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Il tour ha preso il suo nome dalla particolare struttura circolare del palco che ha permesso agli spettatori di stare tutto intorno alla band durante le performance. Nei progetti a breve termine della band ora ci sono un documentario che li vede protagonisti e un nuovo album previsto non prima del 2012. Ma per ora, ad attenderli, c'&egrave; sicuramente un meritato riposo</font>.</p>
<p><a href="http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=643717&amp;idsezione=15&amp;idsito=124&amp;idtipo=410">http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=643717&amp;idsezione=15&amp;idsito=124&amp;idtipo=410</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gibroni.com/dblog/articolo.asp?articolo=83]]></link>
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	<dc:date>2011-08-08T14:54:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Simona</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I lego e il web]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="4" face="Times New Roman">LUGANO - Progettare siti web con il Lego? Si pu&ograve; fare, grazie a un metodo sviluppato all&rsquo;Universit&agrave; della Svizzera italiana. Si chiama URL, come gli indirizzi internet, e significa User Requirements with Lego&reg;. URL &egrave; basato su Lego&reg; Serious Play&reg;, una metodologia per le aziende, e unisce il reale &ndash; i famosi mattoncini di plastica &ndash; con il virtuale: la comunicazione online.&nbsp; </font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">URL: Si tratta di una metodologia professionale che stimola il pensiero creativo e permette di consolidare l&rsquo;identit&agrave; aziendale. La metodologia URL &egrave; stata sviluppata da due laboratori della Facolt&agrave; di Scienze della Comunicazione dell&rsquo;Universit&agrave; della Svizzera italiana. </font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">Il primo &egrave; il webatelier.net, un laboratorio di ricerca e sviluppo dedicato alla comunicazione online, in particolare nel turismo, ponendo l&rsquo;accento sulla crescita personale e la ricerca di significato nell&rsquo;esperienza turistica (eTourism). Il secondo &egrave; il New Media in Education Laboratory (NewMinE Lab), un laboratorio di ricerca e sviluppo che esplora le innovazioni dei media digitali in tutti i campi dell&rsquo;educazione, nell&rsquo;eLearning e nello sviluppo internazionale (ICT4D). </font></p>
<p><font size="4" face="Times New Roman">La metodologia URL: User Requirements with Lego&reg; &egrave; stata sviluppata dai ricercatori dell&rsquo;Universit&agrave; della Svizzera italiana in collaborazione con trivioquadrivio, una societ&agrave; di consulenza azienda di Milano, e Kharta, un&rsquo;azienda informatica di Carpi (Modena). Una guida (in inglese) &egrave; disponibile gratuitamente presso: </font><a href="http://www.webatelier.net/url"><font size="4" face="Times New Roman">www.webatelier.net/url</font></a></p>
<p><a href="http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=643809&amp;idsezione=15&amp;idsito=123&amp;idtipo=410">http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=643809&amp;idsezione=15&amp;idsito=123&amp;idtipo=410</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gibroni.com/dblog/articolo.asp?articolo=82]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gibroni.com/dblog/articolo.asp?articolo=82</guid>
	<dc:date>2011-08-08T14:49:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Simona</dc:creator>
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