|
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Il gioco della vita è il gioco del boomerang.
Pensieri, azioni e parole prima o poi tornano indietro, con una precisione stupefacente.
Florence Shinn
Tao te Ching (da i a xx)
I - DELINEA IL TAO
Il Tao che può essere detto non è l'eterno Tao, il nome che può essere nominato non è l'eterno nome. Senza nome è il principio del Cielo e della Terra, quando ha nome è la madre delle diecimila creature. Perciò chi non ha mai desideri ne contempla l'arcano, chi sempre desidera ne contempla il termine. Quei due hanno la stessa estrazione anche se diverso nome ed insieme sono detti mistero, mistero del mistero, porta di tutti gli arcani.
II - NUTRIRE LA PERSONA
Sotto il cielo tutti sanno che il bello è bello, di qui il brutto, sanno che il bene è bene, di qui il male. È così che essere e non-essere si danno nascita fra loro, facile e difficile si danno compimento fra loro, lungo e corto si danno misura fra loro, alto e basso si fanno dislivello fra loro, tono e nota si danno armonia fra loro, prima e dopo si fanno seguito fra loro. Per questo il santo permane nel mestiere del non agire e attua l'insegnamento non detto. Le diecimila creature sorgono ed egli non le rifiuta le fa vivere ma non le considera come sue, opera ma nulla si aspetta. Compiuta l'opera egli non rimane e proprio perché non rimane non gli vien tolto.
III - TENERE TRANQUILLO IL POPOLO
Non esaltare i più capaci fa sì che il popolo non contenda, non pregiare i beni che con difficoltà s'ottengono fa sì che il popolo non diventi ladro, non ostentare ciò che può desiderarsi fa sì che il cuore del popolo non si turbi. Per questo il governo del santo svuota il cuore al popolo e ne riempie il ventre, ne infiacchisce il volere e ne rafforza le ossa sempre fa sì che non abbia scienza né brama e che colui che sa non osi agire. Poiché egli pratica il non agire nulla v'è che non sia governato.
IV - QUEL CHE NON HA ORIGINE
Il Tao viene usato perché è vuoto e non è mai pieno. Quale abisso! sembra il progenitore delle diecimila creature. Smussa le sue punte, districa i suoi nodi, mitiga il suo splendore, si rende simile alla sua polvere. Quale profondità! sembra che da sempre esista. Non so di chi sia figlio, pare anteriore all'Imperatore del Cielo.
V - L'USO DEL VUOTO
Il Cielo e la Terra non usano carità, tengono le diecimila creature per cani di paglia. Il santo non usa carità tiene i cento cognomi per cani di paglia. Lo spazio tra Cielo e Terra come somiglia a un mantice! Si vuota ma non si esaurisce, si muove ed ancora più ne esce. Parlar molto e scrutare razionalmente vale meno che mantenersi vuoto.
VI - COMPLETA L'IMMAGINE
Lo spirito della valle non muore, è la misteriosa femmina. La porta della misteriosa femmina è la scaturigine del Cielo e della Terra. Perennemente ininterrotto come se esistesse viene usato ma non si stanca.
VII - OCCULTARE LA LUCE
Il Cielo è perpetuo e la Terra perenne. La ragione per cui il Cielo può essere perpetuo e la Terra perenne è che non vivono per sé stessi: perciò possono vivere a lungo. Per questo il santo pospone la sua persona e la sua persona viene premessa, apparta la sua persona e la sua persona perdura. Non è perché è spoglio di interessi? Per questo può realizzare il suo interesse.
VIII - TORNARE ALLE QUALITÀ NATURALI
Il sommo bene è come l'acqua: l'acqua ben giova alle creature e non contende, resta nel posto che gli uomini disdegnano. Per questo è quasi simile al Tao. Nel ristare si adatta al terreno, nel volere s'adatta all'abisso, nel donare s'adatta alla carità, nel dire s'adatta alla sincerità, nel correggere s'adatta all'ordine, nel servire s'adatta alla capacità, nel muoversi s'adatta alle stagioni. Proprio perché non contende non viene trovata in colpa.
IX - TENDERE ALL'INCOLORE
Chi colma ciò che possiede meglio farebbe a desistere, chi batte a fino ciò che è appuntito non lo mantiene a lungo intatto. Un palazzo colmo d'oro e di gemme non si può conservare, chi si fa arrogante perché ricco e nobile procura da sé la sua rovina. Ad opera compiuta ritrarsi è la Via del Cielo.
X - SAPER AGIRE
Preserva l'Uno dimorando nelle due anime: sei capace di non farle separare? Pervieni all'estrema mollezza conservando il ch' i : sei capace d'essere un pargolo? Purificato e mondo abbi visione del mistero: sei capace d'esser senza pecca? Governa il regno amando il popolo: sei capace di non aver sapienza? All'aprirsi e al chiudersi della porta del Cielo sei capace d'esser femmina? Luminoso e comprensivo penetra ovunque: sei capace di non agire? Fa vivere le creature e nutrile, falle vivere e non tenerle come tue, opera e non aspettarti nulla, falle crescere e non governarle. Questa è la misteriosa virtù.
XI - L'UTILITÀ DEL NON-ESSERE
Trenta raggi si uniscono in un solo mozzo e nel suo non-essere si ha l'utilità del carro, s'impasta l'argilla per fare un vaso e nel suo non-essere si ha l'utilità del vaso, s'aprono porte e finestre per fare una casa e nel suo non-essere si ha l'utilità della casa. Perciò l'essere costituisce l'oggetto e il non-essere costituisce l'utilità.
XII - REPRIMERE LE BRAME
I cinque colori fan sì che s'acciechi l'occhio dell'uomo, le cinque note fan sì che s'assordi l'orecchio dell'uomo, i cinque sapori fan sì che falli la bocca dell'uomo, la corsa e la caccia fan sì che s'imbesti il cuore dell'uomo, i beni che con difficoltà si ottengono fan sì che sia dannosa la condotta dell'uomo. Per questo il santo è per il ventre e non per l'occhio. Perciò respinge l'uno e preferisce l'altro.
XIII - RESPINGERE LA VERGOGNA
Favore e sfavore fanno paura, pregiar la propria persona è gran sventura. Che significa favore e sfavore fan paura? Il favore è un abbassarsi: nell'ottenerlo s'ha paura, di perderlo s'ha paura. Questo significa favore e sfavore fan paura. Che significa pregiar la propria persona è gran sventura? La ragione per cui ho gran sventura è che tengo alla mia persona, se non tenessi alla mia persona quale sventura avrei? Per questo a chi di sé fa pregio a pro del mondo si può affidare il mondo, a chi di sé ha cura a pro del mondo si può confidare il mondo.
XIV - INTRODUCE AL MISTERO
A guardarlo non lo vedi, di nome è detto l'Incolore. Ad ascoltarlo non lo odi, di nome è detto l'Insonoro. Ad afferrarlo non lo prendi, di nome è detto l'Informe. Questi tre non consentono di scrutarlo a fondo, ma uniti insieme formano l'Uno. Non è splendente in alto non è oscuro in basso, nel suo volversi incessante non gli puoi dar nome e di nuovo si riconduce all'immateriale. È la figura che non ha figura, l'immagine che non ha materia: è l'indistinto e l'indeterminato. Ad andargli incontro non ne vedi l'inizio, ad andargli appresso non ne vedi la fine. Attieniti fermamente all'antico Tao per guidare gli esseri di oggi e potrai conoscere il principio antico. È questa l'orditura del Tao.
XV - APPALESA LA VIRTÙ
Quelli che in antico eccellevano come adepti del Tao penetravano l'arcano e comunicavano col mistero, erano profondi da non poter essere compresi. Proprio perché non possono essere compresi io mi sforzerò di darne i tratti. Irresoluti erano come chi d'inverno guada un fiume, guardinghi erano come chi teme i vicini ai quattro lati, rispettosi erano come chi è ospite, frammentati erano come ghiaccio che si va fondendo, schietti erano come legno non ancora sgrossato, vuoti erano come valli, torbidi erano come acqua motosa. Chi è capace d'esser motoso per fare illimpidire piano piano riposando? Chi è capace d'esser placido per far vivere pian piano rimuovendo a lungo? Chi s'attiene a questa Via non brama d'esser pieno, e proprio perché non si riempie può starsene nell'ombra senza innovar l'antico.
XVI - VOLGERSI ALLA RADICE
Arrivare alla vacuità è il culmine, mantenere la quiete è schiettezza: le diecimila creature insieme sorgono ed io le vedo ritornare a quelle, quando le creature hanno avuto il lor rigoglio ciascuna fa ritorno alla sua radice. Tornare alla radice è quiete, il che vuol dire restituire il mandato, restituire il mandato è eternità. Chi conosce l'eternità è illuminato, chi non la conosce insensatamente provoca sventure. Chi conosce l'eternità tutto abbraccia, tutto abbracciando è equanime, essendo equanime è sovrano, essendo sovrano è Cielo, essendo Cielo è Tao, essendo Tao a lungo dura e per tutta la vita non corre pericolo.
XVII – LA PURA INFLUENZA
Dei grandi sovrani il popolo sapeva che esistevano, vennero poi quelli che amò ed esaltò, e poi quelli che temette, e poi quelli di cui si fece beffe: quando la sincerità venne meno s'ebbe l'insincerità. Com'erano pensosi i primi nel soppesar le loro parole! Ad opera compiuta e ad impresa riuscita dicevano i cento cognomi: siamo così da noi stessi.
XVIII - LO SCADIMENTO DEI COSTUMI
Quando il gran Tao fu negletto s'ebbero carità e giustizia, quando apparvero intelligenza e sapienza s'ebbero le grandi imposture, quando i sei congiunti non furono in armonia s'ebbero pietà filiale e clemenza paterna, quando gli stati caddero nel disordine s'ebbero i ministri leali.
XIX - TORNARE ALLA PUREZZA
Tralascia la santità e ripudia la sapienza e il popolo s'avvantaggerà di cento doppie, tralascia la carità e ripudia la giustizia ed esso tornerà alla pietà filiale e alla clemenza paterna, tralascia l'abilità e ripudia il lucro e più non vi saranno ladri e briganti. Quelle tre reputa formali e insufficienti, perciò insegna che v'è altro a cui attenersi: mostrati semplice e mantienti grezzo, abbi poco egoismo e scarse brame.
XX - DIFFERENZIARSI DAL VOLGO
Tralascia lo studio e non avrai afflizioni. Tra un pronto e un tardo risponder sì quanto intercorre? Quel che gli altri temono non posso non temer io. Oh, quanto son distanti e ancor non s'arrestano! Tutti gli uomini sono sfrenati come a una festa o un banchetto sacrificale, come se in primavera ascendessero ad una torre. Sol io quanto son placido! tuttora senza presagio come un pargolo che ancor non ha sorriso, quanto son dimesso! come chi non ha dove tornare. Tutti gli uomini hanno d'avanzo sol io sono come chi tutto ha abbandonato. Oh, il mio cuore di stolto quanto è confuso! L'uomo comune è così brillante sol io sono tutto ottenebrato, l'uomo comune in tutto s'intromette, solo io di tutto mi disinteresso, agitato sono come il mare, sballottato sono come chi non ha punto fermo. Tutti gli uomini sono affaccendati sol io sono ebete come villico. Sol io mi differenzio dagli altri e tengo in gran pregio la madre che nutre.
ISCHIA - Ischia Global onora la carriera di Bud Spencer, 80 anni il prossimo ottobre, uno dei attori italiani più amati di tutti i tempi, oltre 70 film di cui 18 nella mitica coppia con Terence Hill che ne hanno fatto una star internazionale e l'immagine stessa degli 'spaghetti-western'. Bud Spencer, vero nome Carlo Pedersoli, napoletano cosmopolita, è stato anche sceneggiatore, compositore, produttore cinematografico, oltre che grande sportivo con un passato di olimpionico e campione italiano di nuoto.
E proprio sull'isola verde, dove gli sarà consegnato il Premio alla carriera nel corso del 7° Ischia Global Film & Music Fest (12-19 luglio), Bud Spencer girerà questa estate la fiction ' I delitti del cuoco'. Nella nuova serie TV di 13 puntate per Mediaset il popolare attore interpreterà un vecchio commissario che ha aperto un ristorante ad Ischia, personaggio liberamente ispirato a Nero Wolfe.
''Un premio alla carriera doveroso - annuncia il Presidente dell'Accademia internazionale Arte Ischia Giancarlo Carriero - se film come 'Lo chiamavano Trinità...' sono ormai dei veri cult movie internazionali, non dimentichiamo il successo che Bud Spencer ha avuto anche come protagonista assoluto di serie popolari come 'Piedone lo sbirro', e la recente consacrazione nel grande cinema d'autore, grazie al maestro Ermanno Olmi''.
(Adnkronos da ticinonline)
Donne o uomini, chi parla di più? Prima di propendere di getto per un'ipotesi, date un’occhiata alle ultime scoperte in fatto di chiacchiere…
 |
Silenzio! In fatto di chiacchiere, gli uomini non sono da meno delle donne. |
|
|
In fatto di eloquio, tutti giureremmo che sia il gentil sesso a farla da padrone. Ma secondo una nuova ricerca, questa convinzione non ha alcun fondamento scientifico: le donne, bollate come chiacchierone da secoli di storia, pronunciano ogni giorno soltanto il 3% di parole in più rispetto agli uomini. A fare giustizia ci ha pensato Matthias Mehl dell’Università dell’Arizona di Tucson (Arizona), dopo un’analisi condotta su 396 studenti universitari, 210 femmine e 186 maschi. Tutti i volontari sono stati dotati di un registratore digitale attivato elettronicamente, che hanno indossato nelle ore diurne in un periodo di tempo variabile, compreso tra i due e i dieci giorni. L’apparecchio si attivava automaticamente ogni 12,5 minuti, registrando ogni volta 30 secondi di suono.
Chiacchierone? Macché Dopo aver ascoltato tutti file sonori registrati dal 1998 al 2004, Mehl è arrivato a una conclusione sorprendente: le donne pronunciano in media 16.215 parole al giorno, contro le 15.669 degli uomini. Certo, c’è una lieve maggioranza di parole femminili, ma decisamente trascurabile; senza contare che, solo nella fascia dei più loquaci, in tre casi su sei la persona più ciarliera era un uomo. Insomma, non esiste alcuna differenza biologica che determini una maggiore loquacità femminile.
Come demolire un cliché Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, è il più autorevole mai svolto in questo campo, non solo per la durata dell'esperimento, ma soprattutto perché la fase di registrazione dei dati non è stata svolta in laboratorio, ma durante la quotidiana attività dei volontari. I risultati mettono in dubbio quelli ottenuti dalla neuropsichiatra Louann Brizendine, che solo l’anno scorso affermava - nel suo best seller "The Female Brain" - che le donne articolano ben 20.000 parole al giorno, contro le misere 7.000 degli uomini. Per essere confermata, la teoria di Mehl verrà presto sperimentata anche su donne e uomini d’età più avanzata, ma ciò che conta è che i suoi dati demoliscono il popolare pregiudizio della donna chiacchierona. Ma come ha fatto questo stereotipo a diffondersi in modo così capillare? Per James Pennebaker dell’Università del Texas, che ha collaborato con Mehl nella ricerca, siamo portati a ritenere la donna più prolissa perché, nei litigi, le donne parlano di più rispetto agli uomini.
da focus.it
|
Di Simona (del 15/03/2009 @ 17:57:00, in Animali, linkato 460 volte)
Sarà anche piccoletto - è alto un'ottantina di centimetri, la metà di un ippopotamo comune - ma l’ippopotamo pigmeo (Hexaprotodon liberiensis) è proprio un tipo tosto. Di notte scorrazza tranquillo nelle foreste africane, incurante delle strane voci che girano sul suo conto. Tra le fauci secondo alcuni, terrebbe nascosto un diamante che usa come "torcia" per illuminare il sentiero. Mentre per altri secerne un muco dalla pelle di cui i cuccioli si nutrono leccando il corpo della mamma. In realtà i nuovi nati (come questo fotografato in uno zoo australiano) sono ghiotti di latte, che succhiano dalle mammelle materne come tutti gli altri mammiferi. Il muco invece ha un'altra funzione: idrata la pelle difendendola da infezioni e scottature solari. Video, foto e tante altre curiosità sugli ippopotami
Articolo da focus.it
|
|
Ci sono 1 persone collegate
|
<
|
luglio 2010
|
>
|
L |
M |
M |
G |
V |
S |
D |
| | | | 1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
10 |
11 |
12 |
13 |
14 |
15 |
16 |
17 |
18 |
19 |
20 |
21 |
22 |
23 |
24 |
25 |
26 |
27 |
28 |
29 |
30 |
31 |
|
| |
|
|
|
|
|
|

Sto ascoltando Simon & Garfunkel Cat Stevens
 Sto leggendo OSHO - Tu sei il mondo
 Ce l'hai il paracadute - Richard Nelson Bolles (l'arte di trovare il tuo lavoro) Effetti delle emozioni sulla salute - Robert Jhonson La mente estesa di Rupert Sheldrake La Scrittura dell'anima - Susanna Garavaglia Il granello di senape - Omraam Makhaël Aïvanhov Emozioni Distruttive - DALAI LAMA e Daniel Goleman Quando la memoria ci inganna - Manila Vannucci Centri e corpi sottili - Omraam Makhaël Aïvanhov
Io C'ero - Enzo Biagi
La settimana Enigmistica Cataloghi mobili e abbigliamento
Sto guardando
 Ultime dal Cielo George e Mildred
Ultimi film visti Ricchezza e povertà Due madri per Eero
31/07/2010 @ 14.57.09
script eseguito in 1329 ms
|