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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Simona (del 29/10/2008 @ 06:17:15, in Lavoro, linkato 102 volte)
Mi sto staccando da una parte di me che non riconosco più, quella che stoicamente ha sopportato situazioni assurde e banalmente ridicole di fronte a certe realtà, ma che analizzando mi accorgo come la malvagità porta a scoprire il peggio delle persone. Il caso estremo di sopruso e abuso lo descrive bene Primo Levi nella sua drammatica testimonianza di Auschwitz "Se questo è un uomo", dove racconta come le regole di civile e umana convivenza vengano, per causa di forza maggiore, dimenticate e non rispettate. Se ben ricordo, è proprio lui ad aspettare che muoia il suo compagno per impadronirsi del suo cucchiaio, senza pensare alla sofferenza, ad una vita che finiva per colpa di una giustizia avariata.
Da wikipedia: "Hanno del resto un ruolo di primo piano le doti di carattere, gli stratagemmi ed i sotterfugi necessari per appartenere al gruppo dei privilegiati che sopravviveranno, se non all'intera durata della detenzione, almeno al prossimo periodo di crisi e terrore La morte è sempre presente, viene però vissuta come un evento ineluttabile della quotidianità. Tra le righe, e forse anche oltre, troviamo anche momenti di speranza, eventi che capitano e che ricordano ai protagonisti che forse non tutto è perduto e che comunque, come dice l'autore, sia la felicità che l'infelicità non sono perfette e nelle imperfezioni di queste sono nascosti dramma e speranza"
I casi estremi a volte ci aiutano a capire la quotidianità, ma non sono le persone che dovrebbero farlo, che hanno il potere di cambiare il sistema, che pensano e analizzano. Questo perchè fanno parte del sistema stesso, ed hanno capito come possono trarne vantaggio senza impegnarsi troppo. Io, me ne sto andando, e i compagni invece di pensare, a quello che ho subito, alle loro colpe di quel sistema accettato, rivangano le loro vendette. "se ne va anche lei, prima o poi se ne renderà conto di quanti errori fa il capo". Ma che significa? Perchè non vai e glielo dici? No, preferisci la vittima e il tuo silenzio conveniente. C'è chi penserà a come riuscirà nascondere meglio gli errori, chi pensa ad impadronirsi di quella che per anni è stata la mia postazione o i miei accessori. Ci saranno quelli che per qualche tempo avranno un "capro espiatorio" ancora più facile, non è solo isolato in termini di ufficio, ma proprio non c'è più. Ci sono quelli, che già ora cercano di impadronirsi del mio sapere e dei miei lavori, come fanno da anni, ma ora il sistema è più energico e tentano ancora di nasconderlo dietro mille giustificazioni.
La mia sconfitta, è la sconfitta dell'essere umano, che non era nemmeno minacciato nella sua vita, temeva solo un misero posto di lavoro o il giudizio di altre persone simili, presuntuose e prive di senso logico. I capi migliori, i leader migliori, sono quelli che riescono a portare alla luce il lato migliore dei collaboratori. E tra loro, sono chiari i commenti, anche di quelli che giudicano malevolmente l'omertà del sud.
"Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi"
http://it.wikipedia.org/wiki/Se_questo_%C3%A8_un_uomo
Di Simona (del 26/10/2008 @ 21:22:31, in Storia, linkato 166 volte)
Erano anni difficili, i valori erano gonfi di considerazione e le persone ubbidivano alle loro idee.
La libertà muoveva i fili di grandi eroi comuni, persone che si incontrano nei sogni quotidiani, che prendi per mano per rendere ogni istante degno di vita presente agghindando il moderno vuoto con un vestito di memorie per rifugiarsi nel gioco delle maschere del passato.
La sensibilità oggi deve muovere i fili di piccoli eroi che con volontà aprono i cassetti del tempo per diffondere il vero significato di esistere, per un potere distribuito e costruttivo, per rinnovare valori e ideali, per non vendersi a banali modelli materiali, che non muoiono per il semplice fatto che non sono mai stati vivi.
Abbiamo un anima per sempre, ed in prestito un pianeta per costruirci un pensiero sicuro e ritagliarci un piccolo o grande pezzo di cielo.
Oggi, che si possono incontrare persone che parlano di giustizia minacciandoti se non pratichi il silenzio a favore delle gerarchie, mi chiedo cosa possiamo ancora sperare se non di aprire un libro e creare il nostro sfondo vitale fisso nella mente. Il male si allontana guardandolo fisso nella sua verità, e la verità solo per un certo tipo di persone è uguale all'interno ed all'esterno di se stesse, quelle persone che trasparenti non temono di svelare storie scomode al potere.
Sono felice che in quegli anni grandi eroi hanno svelato l'inganno senza paura e sfidando il "quieto vivere", ed io sono felice di essere rimasta così.
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