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 8... di Simona
 
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Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri

Arthur Schopenhauer
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Simona (del 26/10/2008 @ 21:22:31, in Storia, linkato 166 volte)

Erano anni difficili, i valori erano gonfi di considerazione e le persone ubbidivano alle loro idee.

La libertà muoveva i fili di grandi eroi comuni, persone che si incontrano nei sogni quotidiani, che prendi per mano per rendere ogni istante degno di vita presente agghindando il moderno vuoto con un vestito di memorie per rifugiarsi nel gioco delle maschere del passato.

La sensibilità oggi deve muovere i fili di piccoli eroi che con volontà aprono i cassetti del tempo per diffondere il vero significato di esistere, per un potere distribuito e costruttivo, per rinnovare valori e ideali, per non vendersi a banali modelli materiali, che non muoiono per il semplice fatto che non sono mai stati vivi.

Abbiamo un anima per sempre, ed in prestito un pianeta per costruirci un pensiero sicuro e ritagliarci un piccolo o grande pezzo di cielo.

Oggi, che si possono incontrare persone che parlano di giustizia minacciandoti se non pratichi il silenzio a favore delle gerarchie, mi chiedo cosa possiamo ancora sperare se non di aprire un libro e creare il nostro sfondo vitale fisso nella mente. Il male si allontana guardandolo fisso nella sua verità, e la verità solo per un certo tipo di persone è uguale all'interno ed all'esterno di se stesse, quelle persone che trasparenti non temono di svelare storie scomode al potere.

Sono felice che in quegli anni grandi eroi hanno svelato l'inganno senza paura e sfidando il "quieto vivere", ed io sono felice di essere rimasta così.

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Di Simona (del 29/10/2008 @ 06:17:15, in Lavoro, linkato 102 volte)

Mi sto staccando da una parte di me che non riconosco più, quella che stoicamente ha sopportato situazioni assurde e banalmente ridicole di fronte a certe realtà, ma che analizzando mi accorgo come la malvagità porta a scoprire il peggio delle persone.
Il caso estremo di sopruso e abuso lo descrive bene Primo Levi nella sua drammatica testimonianza di Auschwitz "Se questo è un uomo", dove racconta come le regole di civile e umana convivenza vengano, per causa di forza maggiore, dimenticate e non rispettate. Se ben ricordo, è proprio lui ad aspettare che muoia il suo compagno per impadronirsi del suo cucchiaio, senza pensare alla sofferenza, ad una vita che finiva per colpa di una giustizia avariata.

Da wikipedia: "Hanno del resto un ruolo di primo piano le doti di carattere, gli stratagemmi ed i sotterfugi necessari per appartenere al gruppo dei privilegiati che sopravviveranno, se non all'intera durata della detenzione, almeno al prossimo periodo di crisi e terrore La morte è sempre presente, viene però vissuta come un evento ineluttabile della quotidianità. Tra le righe, e forse anche oltre, troviamo anche momenti di speranza, eventi che capitano e che ricordano ai protagonisti che forse non tutto è perduto e che comunque, come dice l'autore, sia la felicità che l'infelicità non sono perfette e nelle imperfezioni di queste sono nascosti dramma e speranza"

I casi estremi a volte ci aiutano a capire la quotidianità, ma non sono le persone che dovrebbero farlo, che hanno il potere di cambiare il sistema, che pensano e analizzano. Questo perchè fanno parte del sistema stesso, ed hanno capito come possono trarne vantaggio senza impegnarsi troppo.
Io, me ne sto andando, e i compagni invece di pensare, a quello che ho subito, alle loro colpe di quel sistema accettato, rivangano le loro vendette. "se ne va anche lei, prima o poi se ne renderà conto di quanti errori fa il capo". Ma che significa? Perchè non vai e glielo dici?
No, preferisci la vittima e il tuo silenzio conveniente.
C'è chi penserà a come riuscirà nascondere meglio gli errori, chi pensa ad impadronirsi di quella che per anni è stata la mia postazione o i miei accessori.
Ci saranno quelli che per qualche tempo avranno un "capro espiatorio" ancora più facile, non è solo isolato in termini di ufficio, ma proprio non c'è più.
Ci sono quelli, che già ora cercano di impadronirsi del mio sapere e dei miei lavori, come fanno da anni, ma ora il sistema è più energico e tentano ancora di nasconderlo dietro mille giustificazioni.

La mia sconfitta, è la sconfitta dell'essere umano, che non era nemmeno minacciato nella sua vita, temeva solo un misero posto di lavoro o il giudizio di altre persone simili, presuntuose e prive di senso logico.
I capi migliori, i leader migliori, sono quelli che riescono a portare alla luce il lato migliore dei collaboratori.
E tra loro, sono chiari i commenti, anche di quelli che giudicano malevolmente l'omertà del sud.

"Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi"


http://it.wikipedia.org/wiki/Se_questo_%C3%A8_un_uomo

 

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Di Simona (del 05/11/2008 @ 14:52:12, in Psicologia, linkato 66 volte)

Sono contenta che le ricerche continuano anche su una caratteristica ormai così frequente e diffusa che non fa notizia, e sembra che ormai sappiamo tutto sui pensieri dei mancini, ma oggi tra le news si legge questo:

ABERTAY DUNDEE - Combattono una battaglia quotidiana con un mondo 'disegnato' quasi esclusivamente per i destri. Ma anche la sfera mentale sembra riservare brutte sorprese ai mancini: uno studio dell'università di Abertay Dundee (Scozia) dimostra infatti che chi utilizza la parte sinistra del corpo per le attività di tutti i giorni, tende a essere più ansioso e inibito. Effettuando test di vario genere sulle inibizioni comportamentali - riporta la rivista 'Personality and Individual Differences' - gli esperti hanno rilevato che i 46 mancini coinvolti nella ricerca avevano molti più problemi dei 66 destri analizzati.
Le donne, in particolare, sono risultate più introverse. Davanti a domande come 'mi preoccupo di fare errori', oppure 'le critiche mi feriscono', le persone mancine tendevano maggiormente a dare una risposta affermativa. Ma dato che, osservano i ricercatori, in chi usa la sinistra, è più 'dominante' l'area del cervello destra, quella che controlla gli aspetti negativi delle emozioni, la personalità di un mancino non può essere definita così facilmente.
"Anche se si ha una predisposizione all'emotività - sottolineano - questo potrebbe incoraggiare a mettere in pratica strategie di contrasto durante l'infanzia o l'adolescenza, portando un mancino a diventare molto più forte di un destro".


Adnkronos Salute

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Di Simona (del 09/11/2008 @ 19:01:10, in Poesia - Filosofia - Zen, linkato 51 volte)

Aria fresca e leggera, rimuove ostacoli alla purezza dell'anima,
è vicino il profumo di nuova trasparenza.
L'acqua bianca è sorgente di buoni pensieri e di sorrisi veri.
Ho bisogno di un presente libero, di condividere intelligenza e sensibilità.
Voglio indipendenza, serenità, solitudine densa.
Compagnia chiara e pulita che mi abbracci d'oro,
il sapore è candore e luce in ogni giorno.
Ci credo, ci sono e ci saranno in me sempre.

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Di Simona (del 12/11/2008 @ 08:01:14, in Lavoro, linkato 84 volte)

Leggendo il decalogo del buon colloquio mi sono soffermata su questo punto:

VII) PARLATE PER FAVORE Guai se il colloquio diventa un interrogatorio, con un selezionatore progressivamente sempre più nervoso che fa domande, e un selezionato sempre più spaventato che risponde a monosillabi. Anche nella fase di "esame" il colloquio non ha un iter prestabilito: raccolte alcune informazioni indispensabili, al selezionatore interesserà soprattutto farvi parlare per capire come ragionate, come interagite, come polemizzate, che opinione avete di voi stessi e di ciò che vi circonda, quali aspirazioni avete e come volete raggiungerle. Se non parlate, se rispondete come a un interrogatorio, se non prendete mai l’iniziativa del discorso, egli si farà di voi un’opinione mediocre o, peggio, nessuna opinione. Dunque, motivate e sviluppate le vostre risposte e chiarite voi stessi ciò che può apparire ambiguo, prima che vi sia richiesto. Parlare bene vuol dire anche non parlare troppo: la sintesi è una delle virtù più apprezzate in azienda, perché trasmettere il maggior numero di informazioni nel minor tempo possibile vuol dire avere metodo, rigore logico e capacità espressive.

Ed invece sul pentalogo della lettera di presentazione su quest'altro punto:

V) Dai una immagine di te, fatti ricordare Il selezionatore è, in fondo, un essere umano, che ragiona coi sentimenti oltre che col cervello: se riusciamo a dargli l'impressione che una chiacchierata con noi sarebbe probabilmente anche piacevole, gli diamo una garanzia professionale (tra un genio antipatico ed un bravo ragazzo simpatico, il selezionatore "rischia" di meno presentando per l'assunzione il secondo), ed uno stimolo personale in più.

A questo punto ho rispolverato nella memoria una dichiarazione letta sul libro "il metodo antistronzi" che diceva pressapoco, che il selezionatore apprezza chi gli assomiglia.

Se questo è vero, come si può generalizzare? E poi, fino a quando posso resistere le maschere?

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