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 4... di Simona
 
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La morte annienta l'individualità, perciò chi non se ne è sbarazzato già prima, considerando tutti gli altri uguali a se stesso, sentirà nella morte la propria scomparsa: poiché egli non ha altra esistenza che quella individuale. E' questa in un certo senso la dannazione eterna

Arthur Schopenhauer
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Simona (del 13/12/2008 @ 07:41:03, in Tempo libero, linkato 111 volte)

In questa fortunata vicenda personale che ha scaturito una felice pausa da trascorrere in piena tranquillità in casa, mi capita spesso di cercare e curiosare le mie letture passate, sia per piacere personale, sia per trovare un buon argomento da discutere e proporre.

Il libro che mi ha colpito ultimamente è:

TUTTA LA VERITA`SULLE BUGIE di MARIE-FRANCE CYR

"L'autrice ci indica i modi per smascherare le bugie. Per esempio saper individuare la mancanza di coerenza tra il significato delle parole e il tono della voce, tra l'espressione del viso e i movimenti involontari del corpo"

Nel libro viene consigliato anche un buon sistema comunicativo per dire la verità senza ferire, secondo i seguenti punti:

- Partire dall'osservazione della situazione, senza dare giudizi e senza sminuire l'altro
- Esprimere i propri sentimenti e dire quale dei propri desideri non è soddisfatto
- Concludere ponendo una richiesta di approfondimento

Per quel che mi riguarda, sono molto attenta alla comunicazione non verbale e ai diversi atteggiamenti che spesso mascherano una bugia o qualcosa di nascosto, e spesso ho avuto prova che questa mia percezione si è rivelata esatta ..... purtroppo!

Nello stesso tempo, ho dei problemi a comunicare in tutta chiarezza una verità che può essere offensiva e mi ritrovo spesso ad analizzare chi mi ha mentito comprendendo i suoi principi che potrebbero essere simili ai miei, "nascondo per non ferire".
Ovviamente, se l'omissione è più costruttiva a livello di crescita che la spudorata verità.

Simona

link per il libro:

http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__tutta_la_verita_sulle_bugie.php

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Di Simona (del 13/12/2008 @ 07:37:39, in Tempo libero, linkato 58 volte)

Freddo e neve ci tengono in casa e io, come sicuramente la maggior parte delle persone, mi sono ritrovata a cercare qualcosa di bello da fare ... (di brutto e noioso c'è e non devo cercare), e tra il materiale archiviato da tempo mi sono imbattuta in un libro che vorrei permettermi di consigliare, perchè si legge velocemente e a me ha lasciato qualcosa di positivo, soprattutto in termini di creatività che non vuole essere liberata.

Mi rivolgo alle donne, soprattutto perchè siamo proprio noi più soggette a problemi depressivi, o a quegli sbalzi di umore che è ora di amarli anzichè nasconderli e non accettarli.

Questo è il link del libro "il dono della depressione" di Cheri Huber - Il male oscuro come opportunità di crescita spirituale

http://www.libreriauniversitaria.it/dono-depressione-male-oscuro-opportunita/libro/9788804558514

Ve ne scrivo un ritaglio:

UN ANTICA STORIA ZEN

Il successore di Bodhidharma andò da lui piangendo: "la mia mente non è pacificata, maestro, pacificala".
Bodhidharma rispose: "se mi porti la mente, la pacificherò per te".
Il successore disse: "Quando la cerco, non riesco a trovarla".
Bodhidharma rispose: "Allora, la tua mente è già pacificata".
Cerco disperatamente di liberarmi di qualcosa e non ci riesco nemmeno per un secondo; allora smetto di resisterle, la invito a entrare in me, e non la trovo più da nessuna parte. Ma quando mi sento in un momento veramente difficile, ho paura a non resistere.
"Quando stai annegando, devi rilassarti"
"Ma come faccio a rilassarmi se sto annegando? E' una follia quel che devo fare è lottare per la vita"
"No, lottare per la vita ti ucciderà"

Buona lettura
Simona

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Di Simona (del 05/12/2008 @ 23:16:59, in Poesia - Filosofia - Zen, linkato 86 volte)

Un giovane amico, con un adattissimo collegamento a Michael J. Fox che dice "forse voi non siete ancora pronti a tutto questo" evidenzia come l'evoluzione porta ad amare o odiare il cambiamento repentino di uno stile, ed in questo caso nel modo di fare e ascoltare musica.

E' una frase profonda più dell'Oceano, anche capovolgendola sostituendo il futuro con il passato.

Chi come me, non può essere più considerato giovane, sente che la musica di qualche anno fa è diversa, ma è come l'odore delle prime gocce di pioggia sull'asfalto caldo, non è buono, ma per chi ha giocato sulla strada nel periodo dell'austerity non aspetta altro che di risentirlo.

A chi mi chiede se mi sento vecchia, rispondo esprimendo la mia voglia di esserlo di più, nascere 10 anni prima mi sarebbe bastato per aver vissuto da adolescente quello che ho vissuto da bambina.

Parlare di musica a quel tempo, dove tutto era vissuto così semplicemente che avere una decina di LP appariva tanto ricco quanto avere il telefono, non era scontato, era legato sempre a qualcosa. Ad un regalo per Natale, ad una festa tra amici e soprattutto nei paesi piccoli circondati dalle montagne, il legame vero erano le feste campestri, e nel mio rione si festeggiavano gli alpini, proprio nel prato davanti a casa mia.

Il gruppo dei giovani si riuniva per organizzare l'angolo moderno, posto sempre il più lontano possibile dalla balera e ovviamente dai genitori.
Il problema più difficile era reperire il materiale, il giradischi e soprattutto "il vinile". Ed erano proprio i dischi degli abitanti ad essere offerti per ravvivare la festa, e ancora oggi sulle copertine dei nostri vecchi 45 giri primeggia il nostro cognome, perché dopo la festa venivano restituiti ai legittimi proprietari.

Ero piccola (accidenti!), solo 10 anni di più e anche io avrei potuto avere l'incarico di partecipare anche alla sera, e magari appuntare gli spilli tricolore ad ogni partecipante; con gli stessi jeans del pomeriggio, le scarpe da tennis rigorosamente bianche e blu come qualche anno dopo ci avrebbe ricordato Ivan Graziani, e la maglietta di Sandokan!

Quello che manca per poter ascoltare ancora quella musica, non è solo uno scalino evolutivo verso il basso, che siamo in grado di percepire anche noi meno giovani, quello che manca davvero è il ricordo.

Con queste canzoni io rivivo quell'atmosfera:

http://de.youtube.com/watch?v=Dq6uwobe46w

http://de.youtube.com/watch?v=pJhcGepfG04

http://de.youtube.com/watch?v=2alJuUUVy1c

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Di Simona (del 02/12/2008 @ 09:12:48, in Psicologia, linkato 74 volte)

Da quando guadagnare meno significa essere meno intelligenti?
A mio avviso significa essere sfruttati ... questo è solo l'ennesimo pregiudizio ...

ROMA  - I mancini non  brillano a scuola, ma soldi e successo sorridono loro, una volta  adulti, piu' che ai destri. Lo sostengono due diversi studi, uno inglese e uno irlandese, riportati sul quotidiano Gb 'Daily Mail'. I  ricercatori dell'universita' di Bristol e dell'Imperial College di  Londra hanno seguito 12mila bambini, dalla nascita ai 14 anni,  scoprendo che i mancini sono 'indietro', rispetto ai coetanei che si  servono della mano destra, all'inizio della scuola e nei risultati  ottenuti ai test fra gli 11 e i 14 anni.

Poi, pero', comincia lenta, ma inesorabile la rimonta. Almeno  secondo l'altra ricerca, condotta dagli specialisti dell'University  College di Dublino, che hanno studiato 18mila uomini e donne sui 30  anni. Ebbene, i mancini guadagnano circa il 5% in piu' l'anno, 1.112  sterline extra. Un 10% circa di popolazione e' mancino, una  particolarita' che caratterizza piu' gli uomini che le donne. Vittime  di pregiudizi fino ad anni recenti - Robert Redford, per esempio, ha  cominciato a scrivere con la sinistra, ma poi e' stato 'convertito'  all'altra mano - ora si godono la loro rivincita.

A beneficiare di buste paga piu' pesanti e di un maggior  successo sono pero' solo i maschi mancini. Le donne non hanno alcun  vantaggio e anzi, secondo i due studi, guadagnano il 4% in meno   rispetto alle coetanee destrimani. "Nascere mancini in un mondo in cui tutti usano la destra, e dunque fatto su misura per loro -commentando  i ricercatori- puo' creare difficolta' all'inizio. Ma una volta che ci  si e' adattati, si ha una marcia in piu' e maggiore creativita'. Il   corpo calloso, l''autostrada' che aiuta i due emisferi del cervello a  comunicare, e' piu' larga negli uomini mancini e questo potrebbe contribuire al loro successo".

Il link: http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=430849&idsezione=6&idsito=29&idtipo=166

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Di Simona (del 29/11/2008 @ 11:34:36, in Lavoro, linkato 71 volte)

I giovani, il lavoro e la famiglia

Un indagine, svolta in seguito ad alcune esperienze registrate agli sportelli di orientamento e da esponenti del mondo del lavoro, ha rilevato che i giovani sempre più spesso si fanno aiutare dai genitori nella ricerca del lavoro.

"... la ricerca del lavoro e la scelta della professione futura delle nuove generazioni non sia solo una questione vissuta in ambito familiare, ma, in poci casi sia caratterizzata da un forte protagonismo dei genitori ..."

 

DIBATTITO

Quale significato nasconde questo fenomeno?

I punti da considerare sono i seguenti:

  • Cambiamento radicale del mercato del lavoro
  • Una famiglia in crisi
  • Ennesima crisi culturale e valoriale

Tale tendenza colpisce tutti i settori produttivi?

 

Buona partecipazione a tutti

Simona Gibroni

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