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 5... di Simona
 
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L'intelligenza è invisibile per l'uomo che non ne possiede

Arthur Schopenhauer
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Simona (del 15/03/2009 @ 18:25:13, in Psicologia, linkato 329 volte)

Donne o uomini, chi parla di più? Prima di propendere di getto per un'ipotesi, date un’occhiata alle ultime scoperte in fatto di chiacchiere…

Silenzio! In fatto di chiacchiere, gli uomini non sono
da meno delle donne.


In fatto di eloquio, tutti giureremmo che sia il gentil sesso a farla da padrone. Ma secondo una nuova ricerca, questa convinzione non ha alcun fondamento scientifico: le donne, bollate come chiacchierone da secoli di storia, pronunciano ogni giorno soltanto il 3% di parole in più rispetto agli uomini.
A fare giustizia ci ha pensato Matthias Mehl dell’Università dell’Arizona di Tucson (Arizona), dopo un’analisi condotta su 396 studenti universitari, 210 femmine e 186 maschi. Tutti i volontari sono stati dotati di un registratore digitale attivato elettronicamente, che hanno indossato nelle ore diurne in un periodo di tempo variabile, compreso tra i due e i dieci giorni. L’apparecchio si attivava automaticamente ogni 12,5 minuti, registrando ogni volta 30 secondi di suono.

Chiacchierone? Macché
Dopo aver ascoltato tutti file sonori registrati dal 1998 al 2004, Mehl è arrivato a una conclusione sorprendente: le donne pronunciano in media 16.215 parole al giorno, contro le 15.669 degli uomini. Certo, c’è una lieve maggioranza di parole femminili, ma decisamente trascurabile; senza contare che, solo nella fascia dei più loquaci, in tre casi su sei la persona più ciarliera era un uomo.
Insomma, non esiste alcuna differenza biologica che determini una maggiore loquacità femminile.

Come demolire un cliché
Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, è il più autorevole mai svolto in questo campo, non solo per la durata dell'esperimento, ma soprattutto perché la fase di registrazione dei dati non è stata svolta in laboratorio, ma durante la quotidiana attività dei volontari.
I risultati mettono in dubbio quelli ottenuti dalla neuropsichiatra Louann Brizendine, che solo l’anno scorso affermava - nel suo best seller "The Female Brain" - che le donne articolano ben 20.000 parole al giorno, contro le misere 7.000 degli uomini. Per essere confermata, la teoria di Mehl verrà presto sperimentata anche su donne e uomini d’età più avanzata, ma ciò che conta è che i suoi dati demoliscono il popolare pregiudizio della donna chiacchierona. Ma come ha fatto questo stereotipo a diffondersi in modo così capillare? Per James Pennebaker dell’Università del Texas, che ha collaborato con Mehl nella ricerca, siamo portati a ritenere la donna più prolissa perché, nei litigi, le donne parlano di più rispetto agli uomini.

da focus.it

 
Di Simona (del 19/01/2009 @ 09:23:22, in Psicologia, linkato 179 volte)

È necessario essere in contatto con le proprie emozioni e con i propri desideri; pertanto è necessario darsi tempo per “sentire, pensare e decidere”.
La fretta è un aspetto della non accettazione di se stessi

È un diritto avere le proprie opinioni, sbagliate o giuste che siano, pertanto nessuno dovrebbe scusarsi nel momento in cui dichiara ciò che pensa

È un diritto l’espressione dei propri sentimenti e di essere rispettato quando li dichiara (“mi sento a disagio,provo dolore quando…”)

Ognuno ha il diritto di fare delle scelte congruenti con le proprie intenzioni e il proprio sistema di valori

Ognuno ha il diritto di essere ascoltato e preso sul serio

Ognuno ha il diritto di valutare i propri bisogni e, sulla base di priorità, di prendere decisioni che ritiene opportuno

Ognuno ha il diritto di sbagliare, a patto che si assuma la responsabilità delle proprie azioni

Ognuno ha il diritto di cambiare idea, di dire di no, di dire “non lo so”, di dire “non mi sento più di rispettare l’impegno preso”

Ognuno ha il diritto di chiedere in modo diretto ciò che desidera

Ognuno ha il diritto di essere indipendente e di essere lasciato solo quando lo desidera, anche se gli altri insistono per avere la sua compagnia

Ognuno ha il diritto di rifiutare critiche o giudizi

Ognuno ha il diritto di decidere cosa fare con le sue proprietà, il proprio corpo, il suo tempo, a patto di non violare i diritti di altre persone

Ognuno ha il diritto di provare piacere, soddisfazione, di riuscire e avere successo

Ognuno ha il diritto di esprimere, quando lo ritiene opportuno, il proprio disaccordo, rifiutarsi di aiutare l’altro ed opporsi con fermezza alle sue richieste, di non soddisfare i suoi bisogni e desideri, senza scusarsi né sentirsi in colpa

Ognuno ha il diritto di avere i propri segreti; ciascuno come qualsiasi “misero imputato” può avvalersi della facoltà di non rispondere

Ognuno ha il diritto di essere trattato con rispetto e gentilezza, di chiedere aiuto o sostegno morale nei momenti di difficoltà

Ognuno ha il diritto di difendere con dignità se stesso, affrontando (talora anche arrabbiandosi) le persone aggressive, sopraffattorie e svalutative

Ognuno ha il diritto di scegliere quando agire in modo "assertivo - preferibile essere assertivi" ma non è obbligatorio

 
Di Simona (del 02/12/2008 @ 09:12:48, in Psicologia, linkato 74 volte)

Da quando guadagnare meno significa essere meno intelligenti?
A mio avviso significa essere sfruttati ... questo è solo l'ennesimo pregiudizio ...

ROMA  - I mancini non  brillano a scuola, ma soldi e successo sorridono loro, una volta  adulti, piu' che ai destri. Lo sostengono due diversi studi, uno inglese e uno irlandese, riportati sul quotidiano Gb 'Daily Mail'. I  ricercatori dell'universita' di Bristol e dell'Imperial College di  Londra hanno seguito 12mila bambini, dalla nascita ai 14 anni,  scoprendo che i mancini sono 'indietro', rispetto ai coetanei che si  servono della mano destra, all'inizio della scuola e nei risultati  ottenuti ai test fra gli 11 e i 14 anni.

Poi, pero', comincia lenta, ma inesorabile la rimonta. Almeno  secondo l'altra ricerca, condotta dagli specialisti dell'University  College di Dublino, che hanno studiato 18mila uomini e donne sui 30  anni. Ebbene, i mancini guadagnano circa il 5% in piu' l'anno, 1.112  sterline extra. Un 10% circa di popolazione e' mancino, una  particolarita' che caratterizza piu' gli uomini che le donne. Vittime  di pregiudizi fino ad anni recenti - Robert Redford, per esempio, ha  cominciato a scrivere con la sinistra, ma poi e' stato 'convertito'  all'altra mano - ora si godono la loro rivincita.

A beneficiare di buste paga piu' pesanti e di un maggior  successo sono pero' solo i maschi mancini. Le donne non hanno alcun  vantaggio e anzi, secondo i due studi, guadagnano il 4% in meno   rispetto alle coetanee destrimani. "Nascere mancini in un mondo in cui tutti usano la destra, e dunque fatto su misura per loro -commentando  i ricercatori- puo' creare difficolta' all'inizio. Ma una volta che ci  si e' adattati, si ha una marcia in piu' e maggiore creativita'. Il   corpo calloso, l''autostrada' che aiuta i due emisferi del cervello a  comunicare, e' piu' larga negli uomini mancini e questo potrebbe contribuire al loro successo".

Il link: http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=430849&idsezione=6&idsito=29&idtipo=166

 
Di Simona (del 05/11/2008 @ 14:52:12, in Psicologia, linkato 66 volte)

Sono contenta che le ricerche continuano anche su una caratteristica ormai così frequente e diffusa che non fa notizia, e sembra che ormai sappiamo tutto sui pensieri dei mancini, ma oggi tra le news si legge questo:

ABERTAY DUNDEE - Combattono una battaglia quotidiana con un mondo 'disegnato' quasi esclusivamente per i destri. Ma anche la sfera mentale sembra riservare brutte sorprese ai mancini: uno studio dell'università di Abertay Dundee (Scozia) dimostra infatti che chi utilizza la parte sinistra del corpo per le attività di tutti i giorni, tende a essere più ansioso e inibito. Effettuando test di vario genere sulle inibizioni comportamentali - riporta la rivista 'Personality and Individual Differences' - gli esperti hanno rilevato che i 46 mancini coinvolti nella ricerca avevano molti più problemi dei 66 destri analizzati.
Le donne, in particolare, sono risultate più introverse. Davanti a domande come 'mi preoccupo di fare errori', oppure 'le critiche mi feriscono', le persone mancine tendevano maggiormente a dare una risposta affermativa. Ma dato che, osservano i ricercatori, in chi usa la sinistra, è più 'dominante' l'area del cervello destra, quella che controlla gli aspetti negativi delle emozioni, la personalità di un mancino non può essere definita così facilmente.
"Anche se si ha una predisposizione all'emotività - sottolineano - questo potrebbe incoraggiare a mettere in pratica strategie di contrasto durante l'infanzia o l'adolescenza, portando un mancino a diventare molto più forte di un destro".


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