Comprendere gli altri dietro la loro maschera
Come ragionano i nostri interlocutori?
E’ possibile dalla
semplice comunicazione non verbale, cioè dai loro gesti, movimenti ed
azione comprendere chi sono e come costruiscono i loro pensieri?
Si tratta di una serie di conoscenze utili per la vita, l’amore, la
professione, il successo.
Da molti anni sono in corso studi per
comprendere le cosiddette “strategie mentali”, ovverosia il
funzionamento interno della nostra mente.
Le strategie mentali sono
il modo in cui organizziamo i nostri processi di pensiero. Una
comprensione delle strategie mentali può permettere ad esempio di creare
maggior rapporti, cioè disponibilità, con la persona di fronte. La
chiave del rapporto è infatti “entrare nel mondo dell’altro”.
Capire le
strategie mentali può essere una tappa per copiare un comportamento
estremamente efficace di una persona.
DALLA PNL ALLA PNL 3:
NUOVE LUCI SULLO STUDIO DEI MOVIMENTI OCULARI E
DELLE STRATEGIE MENTALI
Esiste uno stretto legame tra corpo e mente.
Nel corpo riflettiamo i nostri processi mentali attraverso movimenti
delle mani, degli occhi e di tutto noi stessi.
Uno tra gli aspetti più affascinanti delle nuove neuroscienze è la
possibilità di comprendere il comportamento ed i processi mentali di chi
ci sta di fronte a partire da indici non verbali quali movimenti oculari
ed altri elementi.
I movimenti delle mani seguono specifici modelli
che saranno analizzati più avanti, ed anche gli occhi riflettono come
stiamo pensando.
Osserviamo mentre stiamo parlando con un interlocutore: raramente ci
fisserà continuamente, spesso le sue pupille si muoveranno in varie
direzioni. Ancora di più quando è lui a parlare. Tutti quanti, infatti,
quando parliamo, manifestiamo nel corso del discorso brevi movimenti
delle pupille a destra, sinistra in alto ed in altre direzioni senza
apparente correlazione con l’osservazione di un oggetto reale. Possiamo
facilmente renderci conto di tale tipo di comportamento non verbale
quando poniamo una domanda e la persona cerca una risposta: è facile che
i suoi occhi guardino in varie direzioni come a cercare una risposta la
cosa notevole è che in realtà il nostro interlocutore non sta osservando
oggetti reali: sta solo pensando. Questo succede perché i nostri
processi mentali influenzano anche il movimento dei nostri occhi.
Quindi: Il movimento degli occhi è in relazione con i processi mentali
di una persona e quando parliamo con qualcuno possiamo osservare come
questi muove i suoi occhi, e da questi elementi comprendere il suo tipo
di personalità ed il tipo di processi mentali che hanno luogo nella sua
testa.
I MOVIMENTI OCULARI E LA LORO FUNZIONE IN VARIE CULTURE
La scoperta della relazione tra movimenti oculari e funzionamento della
mente era già diffusa nell’antichità e in varie culture. Ad esempio
nello Yoga esiste un tipo di ginnastica particolare di tipo oculare,
mentre nello Dzogchen (tradizione Bon tibetana) le posizioni oculari
sono utilizzate per stimolare particolari qualità dell’animo.
CENNI STORICI: GLI ANNI 80 ED IL METODO DILTS
I primi accenni a tale possibilità vengono da analisi condotte dal
ricercatore R. Dilts e dal padre (che da parecchi anni stava già
analizzando l’argomento) negli anni ’80. Tali elementi vengono ad
esempio utilizzati come ausilio per l’estrazione delle strategie mentali
e raccolti all’interno della definizione “segnali di accesso”.Negli anni
’80 viene codificata una prima maniera di leggere tali segnali
rapportandoli ai “canali sensoriali”.I canali sensoriali sono una
semplificazione della realtà e rappresentano i sensi. In pratica si
rapporta ad ogni movimento oculare un senso che le persone utilizzano
per rapportarsi all’ambiente che li circonda. Quindi, Vista, Udito,
Sensazione etc… corrispondono a posizioni oculari differenti. Tale
descrizione è una semplificazione, ma è di facile apprendimento e può
servire per incominciare ad esercitarsi.
I segnali oculari secondo il metodo DILTS: un’utile semplificazione
Secondo tali osservazioni si crea il seguente schema empirico:·
Posizione Alto Destra: Vc VISIVO COSTRUITO·
Posizione Alto Sinistra:Vr
VISIVO RICORDATO·
Posizione Destra a livello: Ac UDITIVO COSTRUITO·
Posizione Sinistra a livello: Ar UDITIVO RICORDATO·
Posizione
Basso a destra: K CENESTESICO (termine per indicare emozioni e
sensazioni)·
Posizione Basso a Sinistra: Di DIALOGO INTERNO
NOTA: E’ probabile avere un sistema sensoriale in tale posizione, ma
ovviamente non ne esiste la certezza, in quanto alla base dei movimenti
non sono i sistemi sensoriali, bensi’ delle particolari e specifiche
attitudini mentali che vedremo successivamente e che abitualmente
implicano l’utilizzo di determinati canali sensoriali.
LE STRATEGIE
Osservare i movimenti degli occhi appare di utilità per determinare la
sintassi delle cosiddette “sequenze mentali di rappresentazione
sensoriale”, ovverosia il modo in cui la mente processa le informazioni
che riceve. Se io osservo la sequenza di movimenti oculari accedo
infatti a come la persona organizza l’informazione.
I RISULTATI PRATICI
Si tratta di uno schema altamente efficiente per determinare le
strategie mentali dell’interlocutore. Tuttavia è importante comprendere
che se utilizziamo i termini Visivo, Uditivo e Cenestesico
stiamo utilizzando una definizione non completa del significato del
movimento oculare. Di qui gli sviluppi della PNL 3 nell’individuare
nuovi schemi compatibili con gli antichi e nello stesso momento in grado
di integrare nuove possibilità di analisi.
NOTA:
ANNI
’80-90: I NUOVI AGGIORNAMENTO DEI RISULTATI SPERIMENTALI E LA NASCITA DI
NUOVI MODELLI PNL3 – PERCHE’ LA DEFINIZIONE SENSORIALE DEVE ESSERE
INTEGRATA
Il modello sopra descritto da parte di professionisti
esperti porta dei risultati a volte stupefacenti , ricordandosi tuttavia
che si tratta di una prima approssimazione che è necessario integrare
con le osservazioni che saranno esposte in seguito.
Coloro che sono
abituati alla vecchia nomenclatura V A K potranno trovare nuovi input in
quest’opera.
La necessità di rivedere l’antica nomenclatura viene
dalla ricerca.
In particolare le sperimentazioni di laboratorio (Reese
et al.) mostrano:- Una media correlazione per il canale visivo in alto -
Una bassa correlazione per il canale uditivo a livello- Nessuna
correlazione per il canale cenestesico, nel senso che emozioni potevano
essere percepite anche in altre posizioni.
Una successiva analisi
condotta per conto di un’industria automobilistica, al fine di
determinare se i movimenti oculari avessero influenza sul comportamento
del guidatore e determinati tipi di immaginazione lo distraessero più di
altri, mostrava come le immaginazioni visivi si diffondessero in tutta
l’area oculare, mentre i movimenti conseguenti ad un’immaginazione
uditiva tendevano a concentrarsi esclusivamente attorno alla zona
centrale dell’occhio.
Il concetto di senso funziona infatti poiché
concentrandosi sul singolo senso si attivano specifiche attitudini
mentali. E’ anche interessante come ricerche eseguite tagliando la
connessione tra i due emisferi cerebrali tendano a suggerire l’utilizzo
per scopi diversi dei movimenti nel campo visivo destro e sinistro.
E’ possibile legare i movimenti dalla parte sinistra dell’occhio ad
accessi all’emisfero destro del cervello e i movimenti dalla parte
destra all’azione dell’emisfero sinistro.
E’ necessario che
integriate anche questo sistema per avere la massima comprensione dei
movimenti oculari e riuscire ad estrarre strategie effettive.
POSIZIONE DESTRA/POSIZIONE SINISTRA
Ognuno dei due emisferi cerebrali coordina una parte del corpo;
l’emisfero destro coordina la parte sinistra del corpo mentre l’emisfero
sinistro coordina la parte destra del corpo.
Tale dinamica viene
chiamata contro-laterale.
Ogni emisfero ha funzioni differenti/Questo
permette di creare un modello bipolare da integrare sicuramente con il
precedente, e nel contempo anche utile in varie circostanze da solo.
Tale modello emisferico destro/sinistro è un altro modo di studiare i
segnali oculari, in quanto ad ogni emisfero possono essere legate
posizioni oculari specifiche.
La nostra ricerca ha permesso di
combinare questo approccio col precedente delle sei posizioni
Presentiamo ora l’attività di ogni emisfero.
EMISFERO SINISTRO: APPROCCIO ANALITICO
Quando lavoriamo ed analizziamo le cose con attenzione mettiamo in
azione l’emisfero sinistro.
Al cervello sinistro è legato l’approccio
analitico, la capacità di isolare e separare gli elementi, e la capacità
di utilizzare un approccio linguistico /deduttivo. Esso opera passando
in rivista ogni elemento e trattenendo quelli che gli sembrano
importanti. All’emisfero sinistro è legato il movimento dell’occhio
verso destra, grazie ad una dinamica cosiddetta “contro-laterale”
EMISFERO DESTRO: VISIONE GLOBALE
L’immagine soprastante è un simbolo, una metafora, immediatamente
comprensibile dall’emisfero destro.
Al cervello destro è legato
l’approccio sistemico, la capacità di collegare elementi tra di loro, la
capacità di immaginazione. Esso opera attraverso una visione globale
delle cose, collegando avvenimenti differenti e cercando ragioni dietro
le loro relazioni.
All’emisfero destro è legato il movimento
dell’occhio verso sinistra, grazie ad una dinamica cosiddetta
“contro-laterale” analisi dei dettagli selezionando I più importanti:
ragionamento dalla causa all’effetto (causa/effetto)
Visione del quadro di insieme con ragionamento per analogia ed
equivalenza (equivalenza)
Emisfero sinistro (coordina la parte destra del corpo)
Emisfero destro (coordina la parte sinistra del corpo)
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DA:
NUOVI APPROCCI ALLE STRATEGIE MENTALI ED ELEMENTI DI COMUNICAZIONE NON
VERBALE: I MOVIMENTI OCULARI ED IL LORO SIGNIFICATO
A CURA DEL DR. MARCO PARET